Taser, verità e responsabilità: la replica del Sindaco Salis non regge
La risposta del Sindaco di Genova, Silvia Salis, alle parole di Roberto Vannacci non chiarisce nulla. Non spiega, non smentisce, non entra nel merito. È un esercizio di retorica, costruito per spostare l’attenzione dal tema sicurezza a un teatrino di metafore infantili. Un modo per evitare la domanda centrale: chi ha fermato la sperimentazione del taser a Genova?
La versione del Sindaco è politicamente comoda, ma non è completa
Salis sostiene che “a Genova il taser non è mai stato sperimentato perché il regolamento non è mai stato approvato dal Consiglio comunale”. Una frase che scarica la responsabilità sulla precedente amministrazione di centrodestra. Peccato che la cronologia dei fatti racconti un’altra storia:
- 2022 – La Giunta Bucci avvia l’iter per la sperimentazione del taser nella Polizia Locale.
- 2022–2025 – Il percorso procede, tra valutazioni tecniche e passaggi amministrativi.
- Settembre 2025 – Con l’arrivo della Giunta Salis, l’iter si blocca definitivamente.
- La nuova amministrazione decide di non proseguire la sperimentazione.
Dunque, sì: il regolamento non era stato approvato. Ma è altrettanto vero che il Sindaco Salis ha scelto di fermare tutto, impedendo che il regolamento arrivasse al voto.
Oggi il Sindaco accusa la destra di non aver concluso un processo che lui stesso ha interrotto. Una contraddizione che non si risolve con una battuta.
Il punto che il Sindaco evita: la scelta politica è sua
La domanda di Vannacci era diretta: Perché il Sindaco ha eliminato la possibilità per la Polizia Locale di utilizzare il taser?
La replica non risponde. Non spiega perché Genova debba rinunciare a uno strumento che molte città considerano utile per ridurre i rischi nelle operazioni di polizia. Non spiega perché la sicurezza debba essere subordinata all’ideologia.
Il Sindaco preferisce parlare di “attenzione”, “proclami”, “tecniche da bambino”. Ma la sicurezza non è un gioco retorico. È una responsabilità amministrativa.
Il paradosso: chi chiede serietà usa la retorica del discredito
Il Sindaco invita a “non abbassare il livello del dibattito pubblico”. Eppure è proprio lei a trasformare una questione tecnica in un siparietto psicologico. È lei a usare paragoni infantili per evitare di rispondere sul merito. È lei a parlare di “informazioni false” senza chiarire le proprie omissioni.
Se davvero vuole alzare il livello del dibattito, dovrebbe cominciare da qui: riconoscere che la scelta di fermare la sperimentazione del taser è stata sua.
Non della destra. Non del Consiglio comunale. Sua.
Genova ha bisogno di verità, non di narrazioni
La sicurezza è un tema troppo serio per essere trattato con leggerezza. La città merita trasparenza, non giochi di prestigio retorici. Merita un’amministrazione che si assuma le proprie responsabilità, non che le scarichi su chi non governa più.
Il taser non è stato sperimentato perché la Giunta Salis ha deciso di non sperimentarlo. Questo è il fatto. Il resto è rumore.
E Genova, oggi più che mai, ha bisogno di fatti. Non di rumore.
