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Ceriale, dopo il video-shock scappa all’estero e ride sui social: «L’Italia ci odia, cambio vita»

Ha suscitato una nuova ondata di rabbia e indignazione il comportamento del giovane marocchino di Pietra Ligure, già finito al centro delle polemiche per aver filmato e deriso i soccorsi subito dopo il tragico incidente stradale del 20 giugno a Ceriale (Savona), costato la vita alla ventitreenne Sofia Barbieri.

Nelle ultime ore, il ragazzo ha pubblicato un nuovo video sui propri canali social in cui si ritrae a bordo di un aereo, in partenza per l’estero, commentando la vicenda con toni che molti hanno giudicato provocatori e privi di rispetto per la vittima.

Il nuovo video: «Il piano della bella vita è fallito»

Nel filmato registrato mentre lascia l’Italia, il giovane – che si trovava a bordo dell’auto pirata come passeggero e non risulta indagato dalla Procura – si mostra nuovamente sorridente e ironizza sulla reazione dell’opinione pubblica:

«Mi sa che il mio piano di fare la bella vita felice in Italia è fallito. Tutta Italia ci odia, remigrazione», afferma citando l’eurodeputato Roberto Vannacci. Poi continua: «Mi ha rovinato la vita sto incidente. Mi tocca cambiare vita, guarda qua… Meno male che prendo tutto sul ridere, se no qua…».

I precedenti e il clima di tensione

Il ragazzo era già stato travolto dalle critiche per un video registrato a pochissimi minuti dall’impatto fatale tra l’auto su cui viaggiava e lo scooter con a bordo Sofia Barbieri e un’amica. Mentre i sanitari tentavano disperatamente di rianimare la ventitreenne, il giovane si era filmato pronunciando frasi choc come «questa è morta», «un mese senza lavoro, ci danno tentato omicidio» e «stanotte abbiamo rotto tutto».

Quel primo filmato aveva scatenato una fortissima reazione popolare, culminata in minacce e tensioni sotto l’abitazione del giovane a Pietra Ligure, tanto da richiedere l’intervento dei Carabinieri allertati da un vicino. Nonostante un successivo video di scuse pubbliche, quest’ultima provocazione dall’aereo ha riacceso i riflettori sul caso.

Un’amica della vittima lotta ancora tra la vita e la morte

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